Non so se veramente ci si rende conto di cosa stia succedendo a Gioacchino Genchi. Forse non ci si rende conto di questo perchè non si ricollega la sua vicenda alle nostre vite, o per meglio dire, non la si ricollega allo scopo per il quale si sta attuando questo squadrismo mediatico, cioè creare quell'humus ideale per far passare senza troppi ostacoli "La" legge bavaglio sulle intercettazioni e i vari bavagli di regime. Leggi di cui noi tutti subiremo drammaticamente le conseguenze, e di cui godranno soddisfatti una schiera sempre più folta di criminali.
Stiamo assistendo alla demolizione di una persona che si è dedicata per anni anima e corpo al suo lavoro, che ha servito per decenni il nostro paese.
Stiamo assistendo alla demonizzazione di uno stakanovista rispettoso delle istituzioni che, anche quando queste istituzioni non hanno ricambiato con egual moneta, ha sempre mantenuto un'assoluta correttezza deontologica e formale.
Non sono nelle condizioni tali da poter dedicare un post a questa vicenda, anche se fremo dalla voglia di mettere le mani su una quantità di materiale sufficiente per poter dire qualcosa di sensato su quello che il Dott. Genchi sta subendo. Ho già un discreto archivio di articoli e documenti che però non ho più aggiornato, che puzza indecentemente di vecchio, ma che adeguerò il prima possibile ai nuovi sviluppi di questa farsa.
Nel frattempo, però ho trovato un piccolo testo, degno di nota, anzi direi quasi paradigmatico. Un piccolo commento sul blog Uguale per tutti fatto dal Prof. Vincenzo Scavello ad un articolo di Marco Travaglio (uscito ieri su "L'Unità" ) che, a mio parere, mostra che resistere alla disinformatija non sempre è impossibile.
Anzi talvolta basterebbe semplicemente sfilare il nostro cervello dalla naftalina.
Devo precisare però che in questo testo c'è un errore di fondo. Si parla di intercettazioni, anche se il Dott. Genchi non ne ha mai effettuata una in tutta la sua carriera. Però, dato che quando scoppiò il caso e le pagine di giornale si riempirono del viso bonaccione del Vicequestore nato a Castelbuono si parlò di intercettazioni (ricordate i 350'000 intercettati?), allora credo che questo commento sia utile a comprendere come quelle dichiarazioni, quegli articoli, quei titoli di giornale fossero palesemente farciti di frottole.
Buona lettura.
Stiamo assistendo alla demolizione di una persona che si è dedicata per anni anima e corpo al suo lavoro, che ha servito per decenni il nostro paese.
Stiamo assistendo alla demonizzazione di uno stakanovista rispettoso delle istituzioni che, anche quando queste istituzioni non hanno ricambiato con egual moneta, ha sempre mantenuto un'assoluta correttezza deontologica e formale.
Non sono nelle condizioni tali da poter dedicare un post a questa vicenda, anche se fremo dalla voglia di mettere le mani su una quantità di materiale sufficiente per poter dire qualcosa di sensato su quello che il Dott. Genchi sta subendo. Ho già un discreto archivio di articoli e documenti che però non ho più aggiornato, che puzza indecentemente di vecchio, ma che adeguerò il prima possibile ai nuovi sviluppi di questa farsa.
Nel frattempo, però ho trovato un piccolo testo, degno di nota, anzi direi quasi paradigmatico. Un piccolo commento sul blog Uguale per tutti fatto dal Prof. Vincenzo Scavello ad un articolo di Marco Travaglio (uscito ieri su "L'Unità" ) che, a mio parere, mostra che resistere alla disinformatija non sempre è impossibile.
Anzi talvolta basterebbe semplicemente sfilare il nostro cervello dalla naftalina.
Devo precisare però che in questo testo c'è un errore di fondo. Si parla di intercettazioni, anche se il Dott. Genchi non ne ha mai effettuata una in tutta la sua carriera. Però, dato che quando scoppiò il caso e le pagine di giornale si riempirono del viso bonaccione del Vicequestore nato a Castelbuono si parlò di intercettazioni (ricordate i 350'000 intercettati?), allora credo che questo commento sia utile a comprendere come quelle dichiarazioni, quegli articoli, quei titoli di giornale fossero palesemente farciti di frottole.
Buona lettura.
"Hanno scritto e fatto scrivere, ai loro servi, che il Dott. Genchi ha intercettato più di mezzo milione di persone. Da qualche giorno gli intercettati sono scesi a 350.000.
Dedicando una sola ora d'intercettazione per persona avremmo un totale di 350.000 ore. Dividendo per 24, si avrebbero circa 15208 giorni, che suddivisi per 365 (i giorni di un anno), fa 41 anni circa. Se l'intercettazione durasse 24h, gli anni necessari per intercettare 350.000 persone diventerebbero 959. Cosa vogliono farci credere?
Hanno, inoltre, detto che il Dott. De Magistris ha fatto abuso, oltre il lecito e per lunghissimo tempo, delle intercettazioni e che Genchi possiede archivi dove le intercettazioni riguardano diverse centinaia di migliaia di persone.Siccome, le intecettazioni, per essere efficaci, presuppongono tempi molto lunghi ... mesi e, in alcuni casi anni, mi chiedo: quante decine di migliaia di persone avesse a disposizione il Dott. Genchi per poterle effettuare?
Se le 350.000 persone di cui parlano fossero state "ascoltate" per un solo mese, ci sarebbero voluti circa 30.000 anni di ascolto. Come si possono raccontare fandonie in modo così spudorato?
La realtà, a mio modesto parere, è che tra le carte o archivio del Dott. Genchi possa esserci qualcosa di molto interessante; qualcosa che potrebbe trovare riscontro, se non fosse sparita, con i contenuti dell'Agenda Rossa del compianto Borsellino o chissà cos'altro.
Dopo avere appurato che è impossibile intercettare significativamente 350.000 persone, è lecito sospettare che il problema non sono le intercettazioni, bensì quello che tutti sappiamo: LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI E' STATA VOLUTA NON PERCHE' DI ESSE SE NE FACCIA UN ABUSO E NON PER FRENARE LO SPERPERO DI FINANZE PUBBLICHE. LA LEGGE E' STATA FORTEMENTE VOLUTA PER IMPEDIRE CHE UN SACCO DI COLLETTI NERI (COME DICE DON CIOTTI) POTESSERO VENIRE SCOPERTI NELLE LORO "NOBILI" ATTIVITA', PRESENTI, PASSATE E FUTURE.
Difendere Genchi, ergo De Magistris, diventa, oggi più che mai, un imperativo categorico per ogni cittadino onesto!
Difendere Genchi, ergo De Magistris, diventa, oggi più che mai, un imperativo categorico per ogni cittadino onesto!
Dobbiamo essere noi, i cittadini, finchè esiste la rete libera, a fare quello che la stampa nazionale non fa più, specialmente dopo l'impedimento subìto da Carlo Vulpio ad opera del blasonato Corriere della Sera.
Noi, consci di quello che accade nel nostro Paese.
Noi, pochi e disarmati amanti della Libertà e la Giustizia, testimoni impavidi da contapporre ai tanti che preferiscono il silenzio.
Noi, consci di quello che accade nel nostro Paese.
Noi, pochi e disarmati amanti della Libertà e la Giustizia, testimoni impavidi da contapporre ai tanti che preferiscono il silenzio.
Si è appena conclusa la puntata speciale di "Che tempo che fa" con il grande Saviano. L'Italia potrà sperare di essere un Paese normale soltanto quando ogni quartiere, ogni città, avrà il suo Saviano. S
pero, lo spero per i miei figli, che questo possa avvenire prima che sia, irrimediabilmente, troppo tardi."
pero, lo spero per i miei figli, che questo possa avvenire prima che sia, irrimediabilmente, troppo tardi."
Vincenzo Scavello
P.s. sul numero di City Roma di oggi è comparso questo STRABILIANTE articolo praticamente preso e copiato da un lancio dell'agenzia ANSA








